Le richieste della normativa



Per soddisfare l’esigenza di proteggere gli ambienti abitativi contro il rumore, le opere devono essere concepite e costruite in modo tale che il rumore percepito dagli occupanti sia mantenuto a livelli che non presentino minaccia per la loro salute e che permettano loro di riposarsi e lavorare in condizioni soddisfacenti. Sebbene la dizione di isolamento acustico sia di uso corrente si sottolinea quindi che, eccetto in particolari realizzazioni, difficilmente si riesce a realizzare un vero e proprio isolamento, ma si tende ad ottenere una riduzione del livello del rumore nell’ambiente disturbato entro limiti accettabili in rapporto alla destinazione d’uso del locale ed agli aspetti psicofisici degli utenti. La norma in pratica deve specificare i requisiti acustici passivi dei componenti dell’involucro che interagiscono direttamente con l’energia sonora ed i requisiti acustici delle fonti che generano il rumore.

L’unica normativa nazionale attualmente vigente in merito ai requisiti acustici passivi degli edifici è il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 5 dicembre 1997, emanato in attuazione dell’art. 3 comma 1 lettera e) della legge n. 447 del 24 ottobre 1995 (legge Quadro sull’inquinamento acustico).

La legge Quadro stabilisce i principi fondamentali in materia di tutela dell’ambiente esterno e dell’ambiente abitativo dall’inquinamento acustico ed il D.P.C.M. 5/12/97 specifica i requisiti acustici di sorgenti sonore interne agli edifici ed i requisiti acustici passivi degli edifici e dei loro componenti in opera.

Il D.P.C.M. 5/12/97 ha dato un forte impulso al mondo delle costruzioni, imponendo innanzitutto una progettazione più attenta: sin dalla presentazione della richiesta del permesso di costruire o della dichiarazione di inizio attività, il progettista deve dimostrare agli organi competenti, chiamati a verificare la conformità del progetto alle norme vigenti, il rispetto dei requisiti acustici, per esempio con una vera e propria relazione acustica, con un’autocertificazione o col ricorso a soluzioni testate. Inoltre, considerato che in acustica la fase di realizzazione riveste un’importanza così fondamentale che il mancato rispetto anche di un singolo particolare costruttivo potrebbe vanificare completamente l’efficacia di una corretta progettazione, il decreto specifica che i requisiti degli edifici debbano essere garantiti in opera.

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Ne consegue che, al termine della costruzione, mediante un semplice collaudo acustico effettuato da tecnici abilitati, si può verificare il raggiungimento effettivo delle prestazioni ipotizzate a livello progettuale. Il mancato rispetto della norma potrebbe determinare contenziosi nei quali il costruttore è obbligato al ripristino dei requisiti previsti oppure al risarcimento basato sul valore dell’unità immobiliare, considerato che nella maggiore parte dei casi l’adeguamento avrebbe costi non sostenibili.


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